La Coalizione Italiana per la Diversità Culturale nasce ufficialmente il 22 Giugno 2005, con l’approvazione dello Statuto a Palazzo della Minerva presso la Biblioteca del Senato. L’Italia segue gli altri paesi costituendo questa Coalizione al fine di promuovere e tutelare la diversità culturale, considerando ogni forma di cultura italiana un vasto patrimonio da difendere e salvaguardando il valore della propria identità culturale, unica e indistinguibile.
Questa esigenza di protezione per la propria libertà di espressione, per mantenere il multilinguismo, e il pluralismo culturale dei media è cresciuta sotto la spinta promotrice del Comitato Internazionale dell’Unione delle Coalizioni per la Diversità Culturale, costituito nel 2003 in vista del rischio sempre crescente della liberalizzazione degli scambi nei servizi.
Dal 1995 infatti, data in cui è stato costituito definitivamente il WTO, i prodotti culturali, in particolar modo gli audiovisivi erano stati tenuti fuori dal campo di applicazione del GATT(General Agreement on Tariffs and Trade) con un accordo tra gli Stati Aderenti.
Nel 2000 gli Stati Uniti come primo Stato cominciarono a inviare comunicazioni al WTO per introdurre nei negoziati del GATS il genere audiovisivo.
Grazie però all’intervento attivo di tutti gli altri Paesi volti a difendere l’”eccezione culturale” l’UNESCO ha fatto nascere ufficialmente uno strumento giuridico internazionale varando la Convenzione per la Protezione e la promozione della Diversità delle Espressioni Culturali, che sancisce il diritto della cultura di essere considerata un esigenza primaria al pari della libera impresa e del libero scambio.
L’obiettivo attuale della Coalizione Italiana è quello di esercitare azioni di sensibilizzazione sull’opinione pubblica italiana, di aumentare il numero di membri per rendere lo scopo finale sempre più perseguibile e di trovare i fondi necessari per conseguire le finalità suddette.
Rimane predominante l’impegno a stringere alleanze con le altre Coalizioni, con il Comitato Internazionale dell’Unione delle Coalizioni per la Diversità Culturale e a svolgere un ruolo attivo nel dialogo con l’UNESCO.